Insomma, la crociera finisce e spossato cerco di riprendermi, perché la ragazza era assatanata. Passa un’altra settimana e rientriamo a New York (tragitto NY-Bermuda-NY); come tutti sbarco anch’io e… sì, proprio lei era lì ad aspettarmi. Ricordo che mi caricò in auto, mi portò a casa sua, mi fece ingurgitare due uovi (!) sbattuti e ricominciammo il ritmo francese (avete presente Et maintenant di Becaud?). Naturalmente mi riportò in tempo al molo per prendere la nave. Siccome aveva intenzione di tornare ogni sabato, mi misi d’accordo con l’ufficiale amico e la volta dopo fui da lui salvato… Non so che fine abbia però fatto il poveretto. Ecco, tutto ciò per spiegare la triste e difficile vita del musicista sulle navi da crociera: sempre al lavoro.

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