Un amico mi chiede di fare un service per un concerto di cantautori. Accetto volentieri. Monto l’amplificazione ed inizia il check. Passano pochi minuti e un gruppetto di 4-5 persone iniziano a darmi consigli: “troppi alti… troppi bassi… le casse sono messe male… hai controllato i medi?” Sono giunto ad una età in cui nulla più mi sorprende e soprattutto un’età in cui non credo di avere sempre ragione. Li ascolto tutti, e ad ogni consiglio mi prodigo per esaudire i loro desideri. Però fingo di assecondarli, ma non faccio nulla. “Troppi acuti” mi dice il tizio, ed io appoggio una mano sul mixer senza però far nulla, e infatti subito dopo “ecco, adesso è meglio”. Così è per tutti: la gente ha bisogno di garanzie, di assicurazioni. Non importa che nulla accada, importante è che loro credano che qualcosa sta accadendo. Alla fine tutti sentono bene e quei 4-5 si sentono partecipi di un successo. Che c’è di male?

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