Tanto mi manca la gentilezza del sud, l’odore, le stanze scure d’ombra, i cassetti chiusi dei comò, il ricottaro, le donne del sud attente sulle porte che offrono l’acqua, le persone che si fanno affettuose senza una ragione, le strade polverose e gli alberi d’arance. Mi manca l’ipotesi fraterna del sud, con le mani a menar l’aria, i consigli dei vecchi immobili e gli occhi, quegli occhi che vidi sempre a ridere e che quando piansero levarono le grida agli emigranti. Mi manca assai la carezza del sud, furba e cialtrona, ma colta dalle stesse mani che tanto lottarono con le miniere in Belgio o le acciaierie di chissaddove, la carezza colta di letteratura nata nella terra arsa e ciarliera.
Torno alle stanze, nessuno mi vede, eppure sono tutti presenti, qui, con me.

Pin It on Pinterest