SBUCCIA LA TESTA

Rocco Burtone

Quando di notte la luna rischiara la paura,
con occhi attenti la biscia è in cerca di morale,
bambino solo e macerie, la foto si vende,
venditi l’anima santo, un patto, un baratto,
ti do in cambio la foto, il bambino lo tengo,
ne farò lacrime astute da dare all’utente,
e allora scatta scatta il pudore, scatta l’orrore, scatta in te.

Il sognatore distratto contempla la luna
e fiori rossi e voli di uccelli trillanti.
Il militare rabbioso ha perso i calzoni,
piange il poeta utopista, è afflitto dall’asma.
Il religioso rincorre promesse d’indulto,
cerca indefesso dolore per donare amore,
e allora sciocco sciacqua il cervello, sciala morale, sciocca i lacchè.

La sacra rissa redime coscienze perdute,
l’idolo amaro castiga i bambini corrotti,
o mio Signore aiutami a tradurre al mondo
la macchia eterna dell’uomo che scheggia il buonsenso.
O mio Signore aiutami ancora a parlare
con quel bambino, i suoi occhi son come lampare
e allora sbuccia, sbuccia la testa, sbuccia il cervello, smaschera il re!

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