RADICI

testo e musica Rocco Burtone

Le senti le radici, le radici della terra, la storia della gente della tua terra,
i tuoi padri, le lontane memorie, i racconti e le leggende.
Le radici di questa terra impoverita ed arricchita
dalla codardia dei gerarchi, dalla cortesia della natura,
io no, io non posso perché non ho radivi.

Perché abbiamo sempre molto camminato e molti paesi abbiamo conosciuto,
adesso sono qui e non voglio più andar via, vivo la terra e voglio inventarla.
Voglio inventarla col pensiero e con le mani,
mi scaldo di fuoco ed incendio la paura,
nella mia terra non c’è attesa del domani perché….
la mia gente non ha sospetti, però… intende il senso dell’acqua pura.
E quando sono solo non mi sento mai solo, perché abbiamo scordato i sermoni del mago.
E l’abbiam condotto a cavallo di un’emozione, alla ricerca del sogno dell’incantatore.

Non abbiamo le radici ma viviamo l’ineguale, lasciateci sognare, lasciateci peccare,
vi ameremo ugualmente come amiamo la vostra terra…
che è la nostra terra di oziosi ed operosi,
di pagani e di cristiani, di parlanti e balbuzienti,
lasciateci sognare ai mergini della nostra terra.

Ieri m’hanno preso e m’hanno processato, m’han castigato a raggiungere il mondo.
Devo ancora ripartire e non son sazio di musica e vino, di fole e rimpianti.
Parto domani in cerca di un destino,
scriverò canzoni di boschi e di contrade,
rivivrò la terra con gli occhi di un bambino, perché…
la mia gente non ha sorgente, però… nessun patto con la paura.
Io non cerco più da molto tempo ormai le mie radici son perdute nel fato.
Sarò mago, impostore e avventuriero, ma griderò sempre… la mia terra è qui,

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