MELODIA

testo e musica Rocco Burtone

MELODIA, “ME LO DIA”, CANTAVA LA BELLA PUTTANELLA AL SUO CLIENTE,
“ME LO DIA E LE SUCCHIERO’ IL SUCCO DEL SUO PORTAFOGLI,
VOGLIO BARATTARE I MIEI RICORDI.
LE CAREZZE DI MIA MADRE, LO STUPORE DEL PRIMO BACIO.”

ERA NATALE, SULLA PANCHINA ARSERO IL BARBONE,
QUASI GLI PIACQUE QUEL BEL TEPORE, SAPEVA D’ALLEGRIA.
ERA UN BARBONE UN PO’ POETA, UN POCO PUTTANIERE,
ERA FAMOSO PER IL SUO MEMBRO CHE FACEVA SOGNAR
ALLE SIGNORE PER BENE IN CERCA DI SVAGO E DI CURIOSITA’,
CHE SI STROFINANO ALLEGRE AL LORO BARBONE CON PREMUROSITA’.

E VENNE ALLORA LA BRAVA GENTE RICCA ED ALLIBITA,
LE RONDE ARMATE CONTRO GLI ALIENI, PULIRE LA CITTA’,
CONTRO I DROGATI E LE DONNACCE E CONTRO GLI ACCATTONI,
DOPO LA GUERRA, TUTTO PIU’ SANO, NON RONDARONO PIU’.
ED OGGI NON PIU’ DROGATI, NON PIU’ PUTTANE, TUTTI CACCIATI VIA,
NON CI SON NERI NE’ ROSSI, GIALLI NE’ VERDI, NON CI SON PIU’ COLORI.

IERI IN PIAZZA CANTAVA UN PIRLA IN CERCA D’UTOPIA,
LEGGO STONATO QUESTA CANZONE…E ME NE VADO “ANCH’IA”.

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