FINE (Canzone del disordine)

Testi e musiche di Rocco Burtone

E’ un racconto che trae ispirazione da un CD (FINE) e un romanzo, ambientato tra la fine degli anni 60 e 70, teatrale e musicale, che narra di un Friuli e di un’Italia tra centri sociali, circoli culturali, giovani rivoluzionari e i sogni di una generazione che credeva di riuscire a cambiare una società che ai più sembrava corrotta, arretrata e reazionaria. Le canzoni parlano di Udine, di via Mantica, in cui “il tempo si è fermato e Iddio non si è fermato mai”. Ma anche di un Friuli antico, dove
La none tal curtîl cun la blave tes mans sberlave a lis gjalinis,
Une chalade al cîl, ce disaran mai i nui,
Prejere di decembar “Pai Nadâl puartimi charvon
Che jo puedi schaldami, par no immalami,
Che jo puedi gjoldi di chest biel plasè”.
E ancora il Friuli del terremoto. 
Che bello dopo il terremoto, tutti a scavare, i ricchi a pregare.
Che bello dopo il terremoto, quante medaglie, quanti sorrisi.
Uno spettacolo a tratti amaro ma anche divertente
Carosello, TV sette, la partita non parliamo
e la radio, “viva viva il Vaticano,”
Roma bella, Roma mia, le baracche e così sia,
c’è pur sempre la divina lotteria
e la corse dei cavalli, i concerti e gli intervalli,
pure il festival chissà, sarà la felicità,
ma il povero che dice, il povero che fa,
a Sanremo cerca la felicità.

FINE (Canzone del disordine)
proposteArtistiche_blurb

Pin It on Pinterest