EROE ED ANTIEROE

Rocco Burtone

L’alba inquieta illumina il grigio di volti attenti al treno urlante,
la madre affannosa è sempre senza figli smarriti in un campo di fede,
la comunione della ragione ti porta al mercato dei vinti senza un’illusione,
spara coglione, ammazza anche tuo figlio, nel regno del delirio sta la felicità.
E via… un soldato non ha pietà, addio, è piombato il buonsenso,
la bandiera del folle è gonfia del vento della parzialità,
primavera di santità, il guerriero è un bambino senza destino
e va a morire per l’emozione di gridare al cielo
“Signore io sono un eroe, amo la libertà, un eroe non conosce viltà.”

Amore, amore, dentro questa trincea mi son cagato addosso, amore,
non vedo la ragione di dimostrare valore o ardore, io sono un uomo
che vola con la fantasia, invento aquiloni da regalare a bimbi esultanti
e scrivo canzoni che dono ai sognatori invischiati nel pantano della fragilità.
E via… un soldato può aver pietà, scappo via, sono a casa per cena,
quando ti rivedrò piangerò e riderò di questo triste e folle amore,
non temere Maria, sorridi, non soffrire Maria,
io ritorno, sarà festa per tutto il giorno, ballerai, canterai e brinderai,
non ripartirò più e ti suonerò un blues, mai più sarai sola mai più.

Io t’amo mio delicato amor….

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