ANCORA GRAVA

testo e musica Rocco Burtone

E IL TAGLIAMENTO, AMICO DISTRATTO, CHE TROPPO SPESSO RAPIVA BAMBINI,
DI TANTO IN TANTO SPINGEVA L’AFFANNO FINO ALLE CASE DI SASSI E FANGO.
E NOI, DI CORSA SULLA COLLINA, E POI, UN GRIDO ALLA MATTINA.
SU QUELLA COLLINA SI ANDAVA A VISCHIATE, A TOGLIERE AL CIELO I TRILLI DEL GIORNO,
CON L’INNOCENZA DELL’ETA’ DELLE SEGHE, DOMINATORI DELLO SPAZIO INTORNO.
EROI IN ATTESA DI UN NUOVO SOGNO, E POI LA STRADA DEL RITORNO.
RITORNO DI CHI NON RITORNAVA MAI, LUNGHE LETTERE DEL CUORE, “TORNARAI, NO’ STAIT A MATEA'” SCRIVEVA
SEMPRE IL FIGLIO DI UNA GRAVA ASSORTA NELLA FEDE DEL POI, UN FUTURO FUGACE E DIVERTENTE. INCOSCIENTI
EROI SI STAVA FELICI DEL NULLA, DI PANE E PANNOCCHIE, LA NONNA NELL’AIA
GRIDAVA ALLE GALLINE, GRIDAVA AL TEMPORALE…PREGAVA…PREGAVA…
SIGNOR NO’ STA FAMI MURI’ CUMO’, SIGNOR FAMI VIODI GNO FI ANCJEMO’,
DOME UNE VOLTE PAR PODELU BUSSA’, COME UNE VOLTE IN T’AL FLUM A NADA’,
SIGNOR O AI DOME PAJAT IL CONT PA’ NO AVE’ MAI PECJAT”.
SPOSA SPOSINA SEI LA PIU’ CARINA, SPOSA PROMESSA SEI GIA’ COMPROMESSA,
NASCE UN BAMBINO NEL FIUME VICINO, SCOMMESSA D’AMORE, PUNISCE L’ERRORE.
E VAI, CORRI SULLA COLLINA, VEDRAI CHE OCCHI HA EVELINA.
LA GRAVA E’ MIA MADRE NEL TINO UBRIACO, CHE CANTA LE STORIE DEL BOSCO INCANTATO,
E L’ORCO TREMENDO CHE CERCA I BAMBINI, LA GRAVA E’ MIA MADRE CHE RIDE AI PULCINI.
E VAI, TORNA SULLA COLLINA, VEDRAI CHE CUORE HA EVELINA.
CUORE CHE GIOCHI COI RICORDI ANCORA, COGLIERAI L’ODORE BUONO DELL’ERBA FALCIATA ED AMMUCCHIATA NEI CAMPI
SAZI, SUDORI E IMPRECAZIONI ACQUOSE, TERRA AMARA OFFRIRAI IL GRAZIE DI CENTO E MILLE INVERNI TAGLIENTI.
ANCORA GRAVA NEI SOGNI DI UN VECCHIO CHE RICORDAVA IL BAMBINO DI ALLORA GRIDARE ALLE GALLINE,
GRIDARE AL TEMPORALE, PREGARE…PREGARE…
“SIGNOR NO’ STA FAMI MURI’ CUMO’, SIGNOR FAMI VIODI LA GRAVA ANCJEMO’,
DOME UNE VOLTE O VORES RITORNA’, COME UNE VOLTE IN T’A L’AGA A NADA’,
SIGNOR O AI DOME PAJAT IL CONT PA’ NO AVE’ MAI PECJAT.

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