Quando un musicista si alza dal letto, sa che dovrà lottare con la sfortuna e con l’ignoranza. La prima è una sua compagna di viaggio che si manifesta sotto forma di temporale, di malattia ecc… e in questi casi lui sa che non percepirà nulla o quasi, perché gli proporranno di tornare, oppure piangeranno per il mancato incasso, l’ignoranza invece, è la compagna dei musicisti di talento, che se, ad esempio, hanno preparato un repertorio dedicato a Mozart o Frank Zappa, si sentono chiedere dall’organizzatore di turno se è ballabile. Il musicista spesso va a letto quasi contemporaneamente con la sua famiglia che invece si alza, e non può lamentarsi dei rumori del giorno che lo tengono sveglio (leggi campane), mentre a volte a causa dei “rumori” del suo strumento, i bravi cittadini lo fanno smettere. Conosco molti bravi musicisti e stranamente non sempre sono contenti della loro arte, ovvero, amano la musica, ma essendo condizionati dal guadagno, sono costretti a suonare generi a loro irritanti. Addirittura, in alcuni casi, sono costretti a non suonare, perché chi balla vuole le basi e non gradisce abbellimenti o cambi di tempo. La leggenda dice che i musicisti sono molto corteggiati, che hanno molte avventure. Già, ma non dice che non è proprio così, almeno per il turnista, vero eroe dei concerti dei cantanti, che lui fa diventare ancora più bravi. Il musicista italiano poi è tra i più coraggiosi, perché ha intrapreso studi e carriera quasi senza speranza di riuscire a mantenere una famiglia, ché, se ci riesce, significa che è in viaggio almeno 200 giorni all’anno. E’ coraggioso perché l’Italia, Paese di santi ecc… non ama la musica, non la promuove, l’Italia manda a casa i musicisti delle orchestre sinfoniche, considera ancora la musica come un passatempo e i musicisti dei buontemponi che pretendono di far soldi divertendosi. L’Italia è quella madre che ripete “te l’avevo detto”, quasi contenta dei fallimenti del figlio, che proprio fallimenti non sono, perché il nostro è comunque un compositore, un grande pianista o trombettista o contrabbassista… insomma, lui sarebbe anche felice, ma è questa madre un po’ troia che lo logora ogni giorno offendendolo e umiliandolo. Ecco, il musicista annaspa in questo mare di letame e sa che deve comunque ringraziare. Il musicista è sovente ateo, ma non disdegna la preghiera: “Signore, ti prego, fammi trovare un posto in banca…”. Dai, si scherza.

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