da “Scarichi pesanti” ed. Del Sale
di Rocco Burtone

E ancora date insistenza
alle vostre ossessioni linguistiche
per non dire della progenie
e sventolate la bandiera di pezza
perché avete smarrito quella dell’anima.
E tutt’intorno si fa notte
e la notte non è traducibile,
perché porta paura
e solitudine
e miseria.
Quella notte in cui
i vostri antenati
che per caso furono anche nostri,
identificarono la giustizia
con i loro ghiribizzosi concetti di libertà.
E tu, piccola Adelina,
e tu, piccola Martina e Francesca e Maria,
e ancora Ayomide d’Africa
e Rasheeda d’Arabia
e tu, Rivka d’Israele
e Nguyet di Vietnam
e Irina di Russia o di Cecenia,
perdona questa stirpe disumana
e canta,
canta ancora
la parlata che conosci.
Anche a casa mia.

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